12/12/2014 23:43


Sciopero generale

E` passato tanto tempo dall'ultimo post, non certo perché non vi fossero cose da scrivere ma semmai per il contrario: ve n'erano e ve ne sono troppe, quello che manca è il tempo per scriverle.

Oggi una parte delle organizzazioni sindacali ha portato in piazza molte migliaia di persone per protesta conto il Jobs Act in approvazione da parte del Governo di Matteo Renzi.

Esattamente vent'anni fa, nel 1994, il primo Governo Berlusconi, forte di una ampia maggioranza, disse che bisognava riformare il sistema pensionistico e il mercato del lavoro. Immediatamente i sindacati e la Sinistra gli rivoltarono contro la piazza, in breve tempo la Lega Nord si sfilò e il Governo cadde.

Oggi, a vent'anni di distanza, Matteo Renzi sta cercando di affrontare quegli stessi problemi, ed oggi come allora i medesimi soggetti sono scesi in piazza per protestare. Gli stessi soggetti che all'epoca avevano impedito ogni vera riforma in tema di lavoro e pensioni oggi si ritrovano nuovamente in piazza, con sempre meno lavoro, sempre meno pensioni e sempre più tasse patrimoniali da pagare, e da pagare a prescindere da ciò che uno guadagna, magari per una casa già gravata da un mutuo che non si riesce più a onorare perché si è senza lavoro.

Abbiamo sprecato vent'anni, due decenni in cui ... (continua)

28/11/2013 23:06


Fuori tre

Con la decisione di far decadere Silvio Berlusconi dalla carica di parlamentare si va rafforzando sempre più il gruppo di coloro che fanno politica al di fuori del Parlamento. Fuori uno con Beppe Grillo, fuori due con Matteo Renzi, e ora fuori tre con Silvio Berlusconi. Non certo senza differenze fra questi, poiché Grillo se ne sta fuori per (saggia) scelta, Renzi è fuori ma non vede l'ora di entrare, e Berlusconi è stato messo fuori suo malgrado. Tuttavia, per quanto riguarda quest'ultimo in particolare io penso che sia più un bene che un male, perché ora egli è meno ricattabile e potrà dedicarsi più liberamente al rafforzamento della propria leadership e alla guida della rinata Forza Italia, che grazie a questa vicenda non potrà che vedere allargata la propria base di consenso, e determinando con ogni probabilità un inedito (quanto involontario) "asse" fra Forza Italia e M5S su alcune questioni. Del resto, vista la sempre minore popolarità di cui gode il nostro Parlamento presso il Paese, lo starne fuori può solo aiutare ad acquisire credibilità e consensi, come il Movimento Cinque Stelle è lì a dimostrare, puntando (giustamente) il dito su chi sta dentro molto più per un senso di attaccamento alla poltrona che non di amore per il Paese. Fra costoro rientrano a pieno titolo gli esponenti del cosiddetto Nuovo Centrodestra, auto-condannatisi all'irrilevanza politica e alla subalternità alla Sinistra, la cui unica speranza in caso di future elezioni è che la rinata Forza Italia sia disposta a riprenderseli, pena una "evaporazione" numerica del tutto simile a quella toccata a Scelta Civica.

11/04/2013 08:11


L'unica speranza per l'Italia

Viste le condizioni in cui è ridotto il Paese, in un precipitare verso il basso di cui non si vede la fine ma solo una continua accelerazione, l'unica speranza per l'Italia è il Movimento Cinque Stelle. E` certamente una speranza non priva di rischi, ma pursempre una speranza. Ed è sempre meglio una speranza, anche se con molte incognite, che la certezza di uno schianto probabile e definitivo. Ma affinché questa speranza possa rimanere tale il M5S dovrà sapersi mantenere fedele alla propria impostazione, senza quei cedimenti e quei compromessi che la vecchia politica vorrebbe, e una parte del Paese sembrerebbe disposta a concedere (nonostante tutto). O la va, o la spacca. A meno che il 2013 ci porti significativi miglioramenti, ma al momento tutto lascerebbe intendere il contrario, visto che continuano a mancare i presupposti.

17/03/2013 12:11


Segni di cedimento nel M5S

L'elezione di Piero Grasso alla presidenza del Senato è avvenuta anche grazie ad alcuni esponenti del M5S che hanno votato per il candidato del Partito Democratico. Secondo me quegli esponenti del M5S hanno sbagliato, non solo se lo hanno fatto per essersi lasciati in qualche modo comprare (cosa che io non credo), ma anche se lo hanno fatto in buona fede, perché hanno dimostrato di non avere chiaro il compito che chi li ha eletti li ha chiamati a svolgere, un compito che richiede grande compattezza e determinazione, costi quel che costi. Chi viene eletto non può fare ciò che vuole ma deve attenersi al mandato che chi lo ha eletto gli ha conferito. Se l'eletto, per qualsiasi motivo, decide in modo difforme, fosse anche per seguire la propria coscienza, egli in coerenza deve rimettere il proprio mandato agli elettori.

Per risollevarsi l'Italia ha bisogno di riforme radicali, di una ricostruzione profonda che vada a toccare quasi ogni cosa, compresa la Costituzione, che pur se di grande levatura in molti punti, in altri parti rivela il travaglio del periodo storico in cui essa venne formulata, e sono tali punti che impediscono al Paese di guardare avanti e di essere realmente libero, laico e democratico. Ma una azione riformatrice di questa portata può essere intrapresa solo a fronte di un consenso molto ampio, che conferisca a chi governa il potere di fare. Solo mantenendo la propria connotazione di movimento nuovo e radicalmente diverso e distante dalle vecchie forze politiche il M5S può sperare di raggiungere il livello di consenso necessario per operare una tale rivoluzione, ed ogni azione che venga percepita come un cedimento non può che provocare perdita di voti alle (probabilmente imminenti) prossime elezioni, con un danno per il M5S e per il Paese, che vedrebbe ancora una volta sfumare una prospettiva di salvezza rispetto alla situazione sempre più drammatica in cui versa. Molti accusano Beppe Grillo di essere un padre-padrone, e può anche essere che sia così, ma senza le sue posizioni radicali e la sua intransigenza il M5S non esisterebbe e non sarebbe oggi il primo partito del Paese.

26/02/2013 10:44


Italia ingovernabile ?

Può essere, ma se ingovernabilità vuol dire impedire alla nutrita manica di lazzaroni che ha governato fin'ora di continuare a fare i danni che ha fatto da vari decenni a questa parte, per giunta a suon di lauti stipendi pagati con i soldi nostri, allora ben venga che qualcuno sia in grado almeno di bloccarli. E se poi, oltre che bloccare chi fa danno, il Movimento 5 Stelle riuscisse anche a realizzare anche solo una parte del suo programma, beh, io non la chiamerei "ingovernabilità".

03/02/2013 16:02


Il declino dell'Italia

Il percorso dell'Italia verso il declino sembra ormai inarrestabile. Le responsabilità del disastro sono numerose e a molti livelli. Una classe politica, dirigente ed imprenditoriale avida e priva di lungimiranza, animata unicamente da una concezione spartitoria del potere, hanno portato il Paese ad un punto che parrebbe di non ritorno, almeno non nel contesto di un sistema basato sul consenso, cioè di un ordinamento democratico. Ma se "chi comanda" ha portato il Paese nel burrone, ciò non assolve quelle larghe fette di società civile che sono state rese corresponsabili del fallimento offrendo loro "droga di Stato" e rendendole dipendenti da essa, con l'elargizione di grandi quantità di denaro non dovuto, di ingiustificati e macroscopici privilegi, di pensioni pressoché ... (continua)

11/12/2012 11:28


Democrazia a Cinque Stelle

Con le recenti epurazioni avvenute nel Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, alle quali probabilmente ne seguiranno altre, in tanti accusano Grillo di una gestione dittatoriale del M5s, lamentando la mancanza di democrazia interna nel Movimento. Io credo invece che ... (continua)

09/12/2012 13:39


La fine del Governo Monti

Ormai era nell'aria da un po', ed è successo: il Governo presieduto da Mario Monti è giunto al capolinea. Non so se gioirne o se preoccuparmene. Da un lato infatti, come si può leggere nei numerosi post che ho fatto sul blog a proposito di questo Governo, la cosa non mi dispiace. D'altro lato, però, questo epilogo conferma come le promesse mancate di Monti, spesso sostituite con nuove tasse, non sono colpe imputabili tanto a Monti stesso, quanto piuttosto a ... (continua)

08/11/2012 12:10


Matteo Renzi

Matteo Renzi è oggi una delle uniche due persone che in Italia stanno facendo Politica (quella con la "P" maiuscola). L'altra è Beppe Grillo.

Renzi sta cercando di compiere una missione al limite dell'impossibile, ovvero rendere il PD un partito votabile. Votabile anche da chi non l'ha mai votato prima. Votabile anche da chi se vivesse in America voterebbe Democratico, ma in Italia ha sempre votato qualcos'altro, spesso neppure a sinistra. Se Renzi ce la farà, forse riuscirà a trasformare quello che alla radice è ancora il vecchio PCI (con troppi Peppone, ma anche con tanti Don Camillo) in un partito Laburista di tipo anglosassone, quello che anche chi non voterebbe il PD di oggi sarebbe forse disposto a prendere in seria considerazione; a maggior ragione in questa fase di totale disorientamento e di sfiducia nei partiti di buona parte dei cittadini "comuni" (e perfino di una parte di coloro che una tessera di partito magari in tasca ce l'hanno).

Per parte mia auguro a Renzi di farcela. Se non ce la farà, le prossime elezioni le vincerà Beppe Grillo (il che potrebbe anche essere un bene, specie se Renzi dovesse non farcela).

07/11/2012 11:51


Votare o non votare ?

Prima o poi, pare nella prossima Primavera, gli Italiani verranno chiamati alle urne per dare al Paese un nuovo governo, che si spera sia veramente nuovo, e che sia finalmente un governo politico, dopo la fase di "democrazia sospesa" rappresentata dal governo tecnico di Mario Monti (un governo tecnico che al di là di restituire forse una certa credibilità al Paese sulla scena internazionale, di grandi riforme "tecniche" mi pare ne abbia fatte davvero poche, mentre di tasse ne ha messe tante). Con una sfiducia ormai totale nel sistema dei partiti, molti Italiani stanno considerando la possibilità di non recarsi al voto, o di non votare per nessuno. Se la Sicilia anticipa le prospettive nazionali si annuncia un forte astensionismo. Da parte mia auspico che, nonostante tutta la sfiducia e la delusione che è così palpabile nella gente, a votare ci si vada, e in tanti. L'andarci significa, se non altro, un voler mettere i propri problemi in comune con quelli degli altri; il non andarci significa rassegnarsi a tenere i propri problemi tutti e solo per sé.