26/11/2018 00:31


L'Europa che voglio

Il periodo che siamo vivendo non sembra proprio essere dei più felici per quella gigantesca costruzione che va sotto il nome di Unione Europea. Una costruzione fiaccata da molti mali, i principali dei quali sono uno scarso livello di democrazia nelle istituzioni che la governano, un rigore finanziario tale da risultare asfissiante e recessivo, l'esposizione ad una pressione migratoria senza precedenti rispetto alla quale ogni Paese Europeo procede in ordine sparso, e altro ancora. Non sorprende quindi se in un simile scenario stiano montando le tentazioni di abbandonare tutto, Euro compreso, e di tornare ai vecchi Stati nazionali e alle loro monete. Ma per i molti che la pensano così, molti altri - che io sono convinto rappresentino ancora la maggioranza - continuano a pensarla in modo opposto, o quantomeno il loro essere critici vuole in fondo dire non che non vogliano più l'Europa, ma che vogliono un'Europa diversa. Probabilmente la stessa Europa che voglio anch'io.

Io non voglio meno Europa, io voglio più Europa, io voglio l'Euro, io non voglio il ritorno alle barriere doganali, non voglio che i nostri figli - che sono nati con la percezione di essere Europei almeno tanto quanto Italiani - che sono nati con in mano l'Euro e che non si aspettano di dover viaggiare con i travellers cheques in tasca - che parlano due o tre lingue Europee - si ritrovino catapultati indietro di 30 anni, riportati a un mondo che non hanno conosciuto e che non vogliono conoscere. Io voglio che loro vadano avanti, e che noi andiamo avanti con loro. Io voglio più Europa e non smetterò mai di volerla.

Ma:

Ma l'Europa che voglio è un'Europa dei popoli, un'Europa solidale, un'Europa che sia non solo una potenza economica ma che sia anche credibile sul piano militare e geopolitico; un'Europa che sia in grado di difendere da sola i propri confini, un'Europa che consideri il confine Mediterraneo come il proprio confine, e non solo quello dei Paesi che vi si affacciano; voglio un Governo Europeo eletto dai cittadini e con potere esecutivo, voglio un'Europa il cui Euro rappresenti la forza di tutti e non solo quella della Germania, un Euro magari svalutato ma proprio per questo più solido e solidale; un'Europa in cui i cittadini con i loro Gillettes Jaunes invadono le piazze chiedendo meno tasse, meno rigore finanziario, più lavoro e stipendi più dignitosi. Un'Europa l'uscita dalla quale produca più danni che benefici a chi la pone in atto, come il Regno Unito. Questa è l'Europa che voglio, ed è la stessa Europa che vogliono i nostri figli, quelli che in questa Europa ci sono nati e che non vogliono tornare indietro, ai quali noi dovremo rendere conto se smetteremo di cavalcare l'utopia in nome della paura e della rinuncia. Questa è l'Europa che io voglio, e che continuerò a volere; pur nella consapevolezza che probabilmente io questa Europa non la vedrò, e forse non la vedranno neppure i nostri figli, ma forse i loro figli finalmente si. Se noi non la uccideremo prima. Un'Europa che io voglio così tanto da permettermi di pensare che, dopotutto, a questa Europa possano fare forse più bene i Matteo Salvini - e perfino le Marine Le Pen - che non gli europeisti da salotto e i fautori del rigore finanziario a tutti i costi.

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