24/02/2010 11:34


Il Paese di Acchiappacitrulli

Leggo con disgusto della sentenza di condanna dei vertici di Google Italia per un episodio di bullismo verificatosi tempo addietro, e pubblicato su YouTube dagli sciagurati autori dell'episodio medesimo.

Quello che penso in proposito già lo scrissi a suo tempo e non mi ripeterò. Potrei solo aggiungere che mi piacerebbe sapere come mai l'associazione Vividown non sia intervenuta prima a difesa della vittima. Forse che se non fosse stato per merito di Google non sarebbe mai venuta a conoscenza del fatto ? E` probabile.

Come non associare quindi questa ennesima perla di giurisprudenza oscurantista ed informaticamente analfabeta (che ben fa il paio con quest'altra) sui temi della Rete ad un capolavoro della letteratura quale la storia di Pinocchio ? Il povero burattino, derubato dal Gatto e dalla Volpe delle monete d'oro ricevute da Mangiafuoco, era corso nel vicino paese di Acchiappacitrulli per denunciare l'accaduto ad un giudice, impersonato nel racconto da uno scimpanzé; questi, una volta ascoltata con attenzione la vicenda, naturalmente ... sbatté in prigione Pinocchio!

Che altro dire, spero solo che il processo di appello non si tenga anch'esso nel tribunale di Acchiappacitrulli, e che finalmente si ponga fine a questa voglia di farsi pubblicità alle spalle del povero involontario protagonista di questa vicenda.

Inutile dire che, se ciò non accadrà, i certamente molti altri episodi analoghi avranno meno probabilità di venire scoperti. In attesa dell'appello le vittime, sentitamente, ringraziano Vividown, il giudice e tutti coloro che, come ad esempio l'On. Maurizio Gasparri, plaudono alla sentenza e puntano il dito contro Pinocchio, ignorando completamente il Gatto e la Volpe.

30/11/2009 09:50


Una scelta sbagliata

La Svizzera dice no ai minareti: la Svizzera è uno stato sovrano e come tale può scegliere le proprie regole. Non penso tuttavia che lo spirito del referendum, così come il suo risultato, siano stati motivati dalla preoccupazione per questioni paesaggistiche, sicuramente già normate da piani regolatori e vincoli vari che giustamente dovrebbero impedire al territorio di trasformarsi in una specie di "puntaspilli", quanto piuttosto dalla volontà di erigere barriere contro quella che viene percepita come una islamizzazione dei propri luoghi. Ma se questo è il motivo, allora quella in oggetto è una scelta sbagliata e populista che porterà la Svizzera verso un ... (continua)

04/11/2009 13:30


Un simbolo scomodo

Nei giorni scorsi la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo, sulla base del ricorso presentato da una cittadina italiana di origine finlandese, ha stabilito che i crocefissi vadano tolti dalle aule scolastiche, in quanto la loro presenza costituisce "una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni". Convinzioni che evidentemente non contemplano quello che il crocefisso sta lì a ricordarci, ovvero che ogni giorno una moltitudine di uomini patiscono umiliazioni ed ingiustizie per mano di altri uomini loro fratelli. Evidentemente non si considera questo messaggio abbastanza universale e si preferisce togliere di mezzo ciò che ce lo ricorda, così che la nostra coscienza non ne venga turbata.

Il crocefisso è portatore di un messaggio "scomodo", un messaggio che era fastidioso duemila anni fa come lo è oggi; un messaggio che, proprio perché universale, è spesso ... (continua)

27/10/2009 09:13


Vuoti precetti

Oggi vorrei esprimere la mia solidarietà per don Alessandro Santoro, un sacerdote che ha saputo rendere onore alla propria fede celebrando questo matrimonio. La luce che emana dalla figura di don Santoro e dal suo cuore di figlio di Dio rende ancor più tetro il buio che circonda coloro il cui cuore è invece indurito da uno spesso strato di vuoti precetti. L'uomo non osi separare ciò che Dio ha congiunto.

La motivazione con la quale la Curia ha invece separato ciò che Dio ha congiunto si commenta da sé:

"L’atto di don Santoro assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile".

Nulla è impossibile a Dio, ma non mi meraviglio che la Chiesa Cattolica se ne dimentichi così spesso.

22/10/2009 15:00


Udeuropoli

Ieri è successo quello che inspiegabilmente non era ancora successo. O meglio, il fatto che non fosse ancora successo è solo perché l'Italia non è un paese normale. In un paese normale, uno di quelli con cui amiamo confrontarci quando si tratta ad esempio di far digerire all'opinione pubblica questa o quella riforma, se una regione viene sommersa dai rifiuti dopo aver goduto per oltre un decennio di ingenti fondi statali proprio per risolvere quel problema, il giorno dopo i vertici istituzionali ed amministrativi della regione stessa, ad iniziare proprio dal presidente della giunta regionale, verrebbero rimossi dai loro incarichi ed indagati; sempreché nel frattempo i cittadini non li avessero già "rimossi" a colpi di forcone. Qui da noi invece non solo ci sono voluti due anni, ma i medesimi soggetti sono tutt'ora "in sella" e non sono stati oggetto di alcuna contestazione numericamente significativa da parte dei loro elettori e compaesani. Meglio tardi che mai, ma tutto potrebbe dissolversi ancora una volta nel nulla, come purtroppo accade spesso nel Belpaese.

08/10/2009 09:13


La bocciatura del Lodo Alfano

La notizia di oggi è la bocciatura per incostituzionalità del cosiddetto Lodo Alfano da parte della Consulta.

La cosa non mi sorprende, sarei anzi stato sorpreso del contrario.

Silvio Berlusconi proviene dal mondo delle costruzioni e degli affari, è molto ricco e dispone di grandi mezzi mediatici. Queste sue caratteristiche offrono evidentemente ai suoi oppositori molti appigli, talvolta forse veri ed altre volte probabilmente pretestuosi, per cercare di farlo cadere insieme al governo che egli rappresenta.

Credo sia difficile non osservare come nei confronti dell'attuale premier si faccia ... (continua)

29/09/2009 17:11


Per un giornalismo di qualità

Si parla spesso dell'importanza e del valore di un "giornalismo di qualità". Per farlo si tende ad utilizzare l'argomentazione del come oggi sia possibile per chiunque scrivere rivolgendosi ad un vasto pubblico, grazie ad Internet ed in particolare alla cosiddetta "blogosfera", ma che questo modo di fare giornalismo non sia di qualità. Decisamente non concordo, perché se è certamente vero che non tutti sanno scrivere bene, quando a scrivere sono in tanti è naturale che fra quei tanti ci sia anche ... (continua)

28/08/2009 17:34


Scuola e tecnologia

In questi giorni la On. Mariastella Gelmini, Ministro della Pubblica Istruzione dell'attuale governo, ha detto che la scuola italiana deve favorire maggiormente lo studio della lingua Inglese e della tecnologia, intendendo per quest'ultima, immagino, soprattutto quella relativa alle nuove forme di comunicazione telematica, e quindi in sostanza di Informatica e di Internet; in pratica una riedizione delle famose "tre I" di morattiana memoria. Benissimo, concordo. Tuttavia, se l'obiettivo della scuola è ancora quello di formare le coscienze, insegnando ai ragazzi a pensare con la propria testa e ad essere non solo competenti ma anche, e soprattutto, donne e uomini liberi e consapevoli ... (continua)

27/05/2009 12:19


Dannoso, costoso, insensato

Negli ultimi mesi del 2008 si è affacciata prepotentemente sulla scena mondiale una grave crisi economica. Ora, a 2009 inoltrato, questa crisi non solo sembra ben lungi dall'essere superata ma tutto lascia intendere che il peggio debba ancora venire, specie in termini di ricadute sull'occupazione, sul sociale e sul debito pubblico. Personalmente non dubitavo della gravità della situazione, poiché questa congiuntura si presentava da subito non già come una crisi ciclica simile alle tante che si erano succedute nei precedenti decenni, bensì come qualcosa di più profondo e strutturale. Credo che per trovare una situazione di pari gravità si debba ... (continua)

07/02/2009 23:26


Per Eluana

Povera Eluana. Non le sono bastati diciassette anni di calvario per guadagnarsi il diritto di decidere almeno come morire, dopo che un tragico destino le ha impedito di decidere come vivere. Grande è il cinismo di coloro che vorrebbero negarle questo diritto, e che certamente le negherebbero esequie religiose se tale volontà fosse pronunciata dalla viva voce di Eluana stessa. Così come le negarono a Piergiorgio Welby, ma non al ... (continua)