05/04/2015 16:02


La sconfitta di una religione

Non ci sono diversi Dei, c'è un solo Dio, ma ci sono modi diversi per onorarlo, così come per disonorarlo. Una religione imposta con le armi è una religione che ha perso il proprio rapporto con Dio, e quindi è una religione sconfitta. Questo è vero oggi per l'Islam come lo fu per il Cristianesimo in tempi passati. Una religione che si fa legge è una religione che ammette il proprio fallimento. Così come il Cristianesimo si salvò dall'estinzione grazie al chiarimento del rapporto fra fede e società, se l'Islam non vuole uscire perdente dalla Storia esso deve saper recuperare una dimensione esclusivamente spirituale, abbandonando l'arroganza di parlare in nome di Dio attraverso leggi fatte da uomini; uomini che operano per allontanare Dio dall'Uomo, impossessandosi del diritto esclusivo di mediazione fra i due e avocando a sé il potere di uccidere altri uomini in nome di Dio; di uccidere Dio in nome di Dio.

18/12/2014 20:13


Il peggiore dei crimini

Hanno ucciso Dio, in nome di Dio. Ma davvero pensano che Dio li possa premiare per ciò che hanno fatto? E lo hanno fatto sapendo che di lì a poco sarebbero morti essi stessi, senza più il tempo per pentirsi di ciò che stavano per fare. Chi uccide Dio in questo Mondo non potrà trovarlo nell'altro Mondo: là troverà solo il buio senza fine, la notte dell'anima.

12/12/2014 23:43


Sciopero generale

E` passato tanto tempo dall'ultimo post, non certo perché non vi fossero cose da scrivere ma semmai per il contrario: ve n'erano e ve ne sono troppe, quello che manca è il tempo per scriverle.

Oggi una parte delle organizzazioni sindacali ha portato in piazza molte migliaia di persone per protesta conto il Jobs Act in approvazione da parte del Governo di Matteo Renzi.

Esattamente vent'anni fa, nel 1994, il primo Governo Berlusconi, forte di una ampia maggioranza, disse che bisognava riformare il sistema pensionistico e il mercato del lavoro. Immediatamente i sindacati e la Sinistra gli rivoltarono contro la piazza, in breve tempo la Lega Nord si sfilò e il Governo cadde.

Oggi, a vent'anni di distanza, Matteo Renzi sta cercando di affrontare quegli stessi problemi, ed oggi come allora i medesimi soggetti sono scesi in piazza per protestare. Gli stessi soggetti che all'epoca avevano impedito ogni vera riforma in tema di lavoro e pensioni oggi si ritrovano nuovamente in piazza, con sempre meno lavoro, sempre meno pensioni e sempre più tasse patrimoniali da pagare, e da pagare a prescindere da ciò che uno guadagna, magari per una casa già gravata da un mutuo che non si riesce più a onorare perché si è senza lavoro.

Abbiamo sprecato vent'anni, due decenni in cui ... (continua)

28/11/2013 23:06


Fuori tre

Con la decisione di far decadere Silvio Berlusconi dalla carica di parlamentare si va rafforzando sempre più il gruppo di coloro che fanno politica al di fuori del Parlamento. Fuori uno con Beppe Grillo, fuori due con Matteo Renzi, e ora fuori tre con Silvio Berlusconi. Non certo senza differenze fra questi, poiché Grillo se ne sta fuori per (saggia) scelta, Renzi è fuori ma non vede l'ora di entrare, e Berlusconi è stato messo fuori suo malgrado. Tuttavia, per quanto riguarda quest'ultimo in particolare io penso che sia più un bene che un male, perché ora egli è meno ricattabile e potrà dedicarsi più liberamente al rafforzamento della propria leadership e alla guida della rinata Forza Italia, che grazie a questa vicenda non potrà che vedere allargata la propria base di consenso, e determinando con ogni probabilità un inedito (quanto involontario) "asse" fra Forza Italia e M5S su alcune questioni. Del resto, vista la sempre minore popolarità di cui gode il nostro Parlamento presso il Paese, lo starne fuori può solo aiutare ad acquisire credibilità e consensi, come il Movimento Cinque Stelle è lì a dimostrare, puntando (giustamente) il dito su chi sta dentro molto più per un senso di attaccamento alla poltrona che non di amore per il Paese. Fra costoro rientrano a pieno titolo gli esponenti del cosiddetto Nuovo Centrodestra, auto-condannatisi all'irrilevanza politica e alla subalternità alla Sinistra, la cui unica speranza in caso di future elezioni è che la rinata Forza Italia sia disposta a riprenderseli, pena una "evaporazione" numerica del tutto simile a quella toccata a Scelta Civica.

20/09/2013 15:11


Un grande leader

Se mi venisse chiesto quale fra le figure di spicco del momento è quella che esprime il più alto grado di leadership e di carisma, non avrei esitazione a rispondere che quella figura è Papa Francesco. In lui io vedo quella riconciliazione fra fede e ragione di cui il mondo di oggi ha un estremo bisogno, un fatto che a mio avviso fa di questo Papa un punto di riferimento per tutti, credenti e non, cristiani e non. Prima il Vangelo, e poi la dottrina, dice Francesco, rivolgendosi a un mondo in cui si applica molto spesso il principio contrario.

27/06/2013 19:31


Saldi invariati

Dopo mesi di grandi proclami da parte del Governo in fatto di crescita, di posti di lavoro e quant'altro, ero curioso di sapere che cosa si sarebbero inventati per cercare affrontare finalmente la realtà, cioè lo sviluppo che manca, il debito pubblico che non cala, le tasse che aumentano, e il lavoro che se ne va. La risposta è arrivata oggi: anche questa volta non si sono inventati niente.

Spesso in Italia le montagne partoriscono topolini, ma stavolta siamo andati oltre: il topolino (la sospensione temporanea di IMU e IVA), appena nato se lo è già mangiato il gatto (l'aumento degli acconti IRPEF, IRES e IRAP). La parola "acconto" poi è davvero esilarante (anche se in realtà c'è di che piangere), perché è superiore all'importo del totale.

Purtroppo i problemi dell'Italia ormai sono tali e tanti che è davvero difficile immaginare come un Governo fondato su una qualche base di consenso (in verità sempre più esigua) possa affrontarli efficacemente. Quando non solo non si riducono le tasse, ma al più se ne posticipano (di poco) alcune, e solo a condizione di anticiparne altre al fine di mantenere i "saldi invariati", di invariato resta solo il segno della derivata prima della curva fiscale e della curva dell'occupazione: positivo il primo e negativo il secondo."Il gioco delle tre tasse", titola simpaticamente il quotidiano "Libero", in una delle rare occasioni in cui io trovo simpatico un titolo di quel giornale.

Parafrasando il romanzo "Il Gattopardo", con questo ennesimo "fare di tutto per non fare nulla", nel Governo guidato da Enrico Letta saranno tutti contenti: il centrodestra perché potrà dire di avere fermato l'aumento dell'IVA, il centrosinistra perché potrà dire di avere incentivato "la ripresa" (che nessuno vede, tranne loro), ed entrambi gli schieramenti potranno far valere i rispettivi "meriti" alle prossime elezioni. Perché non è il bene del Paese ciò che sta a cuore a queste forze politiche, ma i voti, quelli dei fessi che nonostante tutto continuano a darglieli. Ma ho l'impressione che non durerà ancora a lungo.

11/04/2013 08:11


L'unica speranza per l'Italia

Viste le condizioni in cui è ridotto il Paese, in un precipitare verso il basso di cui non si vede la fine ma solo una continua accelerazione, l'unica speranza per l'Italia è il Movimento Cinque Stelle. E` certamente una speranza non priva di rischi, ma pursempre una speranza. Ed è sempre meglio una speranza, anche se con molte incognite, che la certezza di uno schianto probabile e definitivo. Ma affinché questa speranza possa rimanere tale il M5S dovrà sapersi mantenere fedele alla propria impostazione, senza quei cedimenti e quei compromessi che la vecchia politica vorrebbe, e una parte del Paese sembrerebbe disposta a concedere (nonostante tutto). O la va, o la spacca. A meno che il 2013 ci porti significativi miglioramenti, ma al momento tutto lascerebbe intendere il contrario, visto che continuano a mancare i presupposti.

17/03/2013 12:11


Segni di cedimento nel M5S

L'elezione di Piero Grasso alla presidenza del Senato è avvenuta anche grazie ad alcuni esponenti del M5S che hanno votato per il candidato del Partito Democratico. Secondo me quegli esponenti del M5S hanno sbagliato, non solo se lo hanno fatto per essersi lasciati in qualche modo comprare (cosa che io non credo), ma anche se lo hanno fatto in buona fede, perché hanno dimostrato di non avere chiaro il compito che chi li ha eletti li ha chiamati a svolgere, un compito che richiede grande compattezza e determinazione, costi quel che costi. Chi viene eletto non può fare ciò che vuole ma deve attenersi al mandato che chi lo ha eletto gli ha conferito. Se l'eletto, per qualsiasi motivo, decide in modo difforme, fosse anche per seguire la propria coscienza, egli in coerenza deve rimettere il proprio mandato agli elettori.

Per risollevarsi l'Italia ha bisogno di riforme radicali, di una ricostruzione profonda che vada a toccare quasi ogni cosa, compresa la Costituzione, che pur se di grande levatura in molti punti, in altri parti rivela il travaglio del periodo storico in cui essa venne formulata, e sono tali punti che impediscono al Paese di guardare avanti e di essere realmente libero, laico e democratico. Ma una azione riformatrice di questa portata può essere intrapresa solo a fronte di un consenso molto ampio, che conferisca a chi governa il potere di fare. Solo mantenendo la propria connotazione di movimento nuovo e radicalmente diverso e distante dalle vecchie forze politiche il M5S può sperare di raggiungere il livello di consenso necessario per operare una tale rivoluzione, ed ogni azione che venga percepita come un cedimento non può che provocare perdita di voti alle (probabilmente imminenti) prossime elezioni, con un danno per il M5S e per il Paese, che vedrebbe ancora una volta sfumare una prospettiva di salvezza rispetto alla situazione sempre più drammatica in cui versa. Molti accusano Beppe Grillo di essere un padre-padrone, e può anche essere che sia così, ma senza le sue posizioni radicali e la sua intransigenza il M5S non esisterebbe e non sarebbe oggi il primo partito del Paese.

26/02/2013 10:44


Italia ingovernabile ?

Può essere, ma se ingovernabilità vuol dire impedire alla nutrita manica di lazzaroni che ha governato fin'ora di continuare a fare i danni che ha fatto da vari decenni a questa parte, per giunta a suon di lauti stipendi pagati con i soldi nostri, allora ben venga che qualcuno sia in grado almeno di bloccarli. E se poi, oltre che bloccare chi fa danno, il Movimento 5 Stelle riuscisse anche a realizzare anche solo una parte del suo programma, beh, io non la chiamerei "ingovernabilità".

03/02/2013 16:02


Il declino dell'Italia

Il percorso dell'Italia verso il declino sembra ormai inarrestabile. Le responsabilità del disastro sono numerose e a molti livelli. Una classe politica, dirigente ed imprenditoriale avida e priva di lungimiranza, animata unicamente da una concezione spartitoria del potere, hanno portato il Paese ad un punto che parrebbe di non ritorno, almeno non nel contesto di un sistema basato sul consenso, cioè di un ordinamento democratico. Ma se "chi comanda" ha portato il Paese nel burrone, ciò non assolve quelle larghe fette di società civile che sono state rese corresponsabili del fallimento offrendo loro "droga di Stato" e rendendole dipendenti da essa, con l'elargizione di grandi quantità di denaro non dovuto, di ingiustificati e macroscopici privilegi, di pensioni pressoché ... (continua)