DICEMBRE 2021

Tutti gli ingredienti dell'inverno padano

1-7: Tempo da NW con variabilità e ventilazione

Il primo giorno del mese è tiepido e ventilato, con una massima di +10,1°C. Nel frattempo va instaurandosi un tipo di tempo da nord ovest: un minimo di bassa pressione in arrivo dal nord Atlantico impatta con le Alpi trascinandosi dietro un po'di nuvolosità e di aria fredda, e mentre oltre i 1000 mt si precipita sotto lo zero, il catino padano è mitigato da venti occidentali e da blande coperture nuvolose in transito nottetempo. In questa prima fase solo il Piemonte e il Pavese osservano una maggior serenità del cielo e di conseguenza intense gelate. Un secondo impulso interessa il nord Italia da domenica 5, apportando nuova aria fredda che nei giorni seguenti ha modo di sedimentare. Pure in un contesto di variabilità, il tempo di questa prima fase prosegue complessivamente bello e poco umido, tanto che localmente non si presentano nebbie e le temperature massime risultano anche piuttosto dolci. Il 7 con nuovi venti tiepidi si sfiorano ancora i +10°C in una giornata serena e tersa, poi si copre sebbene nulla faccia presagire ciò che di lì a poco sarebbe accaduto.

8-10: Freddo e neve

Sebbene annunciata, alla vigilia dell'8 dicembre la nevicata sembrava irrealizzabile nel concreto poichè mancava il freddo, le nubi erano sopraggiunte di sera (quindi senza dare spazio a un raffreddamento dei bassi strati) e i nuclei precipitativi erano stati fortemente ridimensionati dai modelli meteorologici. Eppure l'aria secca preaffluita ha permesso alle precipitazioni nevose, anche se molto deboli, di giungere fino al suolo. Dopo qualche incertezza, dalla tarda mattinata fino al primo pomeriggio fiocca con più convinzione, e l'evento si protrae tra alti e bassi fino alle 19.00, quando si conclude con un accumulo di 8,5 cm (somma di 3 misure parziali) misurati su tavola. Nella notte un'occlusione in sede padana porta ancora qualche fiocco fradicio e un po' di pioviggine, ma il manto resiste fino alla notte seguente, quando schiarite un po' più convinte permettono un corposo calo termico e la formazione di una fitta nebbia. Al risveglio con -5,6°C il paesaggio si presenta imbiancato, ma non soltanto dalla neve, bensì pure dalla galaverna: vegetazione e superfici appaiono contornate da aghi di ghiaccio, completando un quadro molto invernale assieme a un cielo che promette ancora neve. Ma è solo l'inizio di una giornata emozionante per un meteoappassionato. A metà mattina la placida atmosfera gelida finora attraversata solo da qualche timido fiocco viene bruscamente perturbata da un rapido rovescio di snow pellets ("graupel" o neve tonda), ma alle 11.20 inizia all'improvviso una fitta nevicata a larghe falde. La precipitazione si conclude all'imbrunire dopo aver accumulato agevolmente 7,5 cm con temperature sempre negative e dunque con attecchimento ottimale su tutte le superfici, anche se dalla sera un timido rialzo termico fa sfumare l'occasione di coronare la giornata con una massima negativa.

Festa dell'Immacolata

Intensità notevole

Ore 15:30

Tramonto invernale del 9 dicembre

Cascina

Stelline

Galaverna del 9/12

Decorazioni di ghiaccio

Sulle siepi

Zoom su rametto

Dettaglio

Aghi opachi

Colore

Dopo una notte di nebbia e gelo...

D'improvviso...a larghe falde Neve asciutta

Fiori di neve

Spazzaneve al lavoro

Le luci delle notti d'inverno

Time-lapse della nevicata dell'08/12/2021

11-20: Crudo inverno padano!

Ma il periodo molto interessante non è affatto concluso, anzi, grazie alla rimonta di un anticiclone atlantico e alla neve presente al suolo inizia un lungo periodo di gelo per la bassa pianura, il quale ha inizio in gran stile dalla sera dell'11, quando grazie ad ampie schiarite e calma di vento si precipita a -8°C e a doppia cifra negativa a due passi dal paese; al risveglio si registra la minima assoluta del 2021: -9,6°C. A temperature in rapida crescita sui rilievi e sulle pedemontane si contrappongono inversioni termiche sempre più forti lungo il Po, le quali permettono lo sviluppo di fitti banchi di nebbia talora persistenti anche di giorno che a loro volta proteggono il manto, instaurando così un circolo vizioso che trasforma la pianura in un congelatore. Sopra la nebbia è tutta un'altra stagione, con le temperature che nel giro di pochi giorni si portano stabilmente oltre i +7/+10°C anche di notte a 1000 mt, tanto che le massime nei bassi strati risultano inferiori alle minime registrate in Appennino per quasi tutta la settimana centrale del mese. È in queste condizioni che si possono osservare i più affascinanti fenomeni dell'inverno padano, come le intense brinate, le decorazioni di ghiaccio sulle superfici gelate, la galaverna e i banchi di nebbia radenti. Il 16 dicembre, mentre nei campi incomincia ad affiorare qualche ciuffo d'erba, all'ombra il manto si presenta ancora intatto e ricoperto da particolari formazioni cristalline dovute alle rigide temperature notturne. Superfluo dire che siamo ben al di sotto della media del periodo. Ma non è finita qui! Il persistere della nebbia regala la calabrosa (accumulo di ghiaccio sulle superfici sopravento) il 18, poi il 19 la nebbia si dirada mettendo in luce un paesaggio reso fiabesco da una spettacolare galaverna. Paradossalmente, è proprio l'ingresso di una massa d'aria fredda continentale nel corso di lunedì 20 a sancire la fine della parentesi gelida che ha interessato le nostre lande per ben dieci giorni.

Nebbia stratificata

Il meglio del clima padano

Nebbia bassa tra le case

Come un lago senza fine...lì sotto il gelo

Placida atmosfera invernale

18 dicembre...

...vento, nebbia e gelo...

...formano la "calabrosa"

   

Galaverna del 19

Sulla ciclabile

Ancora la nebbia...

...poi si dirada...

...ed ecco lo spettacolo

Scorci fiabeschi

Bianco nel blu

Nel corso di lunedì 20 aria fredda continentale entra con venti di Bora rimescolando la colonna d'aria e ristabilendo così il gradiente termico verticale negativo, ovvero annullando l'inversione termica che si era consolidata negli ultimi 150-200 mt di atmosfera prima del suolo. Proprio nella notte di quel giorno, peraltro, l'ingresso del vento di marino (dalla Liguria in Piemonte) porta un generale rialzo termico ad ovest e soprattutto sulle colline, mentre la barriera orografica costituita dall'Oltrepò ha costretto l'aria secca e mite a sollevarsi e a galleggiare sullo strato più denso prossimo al suolo, senza intaccarlo. Anzi, lo strato prossimo al terreno ha ceduto umidità a quello sovrastante con conseguente ulteriore raffreddamento del primo, tanto che all'alba la stazione meteo registra una bella minima di -5,2°C mentre a S. Maria della Versa (200 mt) la temperatura è stabile attorno a +13°C!


21-31: La pianura ci evita il caldo fuori stagione

Il sogno purtroppo si infrange con l'inizio della terza decade. I modelli fisico-matematici, le cui tendenze propendevano per una parentesi di freddo e neve, virano bruscamente verso scenari poco invernali. Infatti, dopo due modesti transiti di aria fredda che hanno semplicemente riportato nella norma le temperature in montagna (abbassandole) ed in pianura (alzandole per il rimescolamento dell'aria), in Atlantico si insedia una vasta depressione che da latitudini molto meridionali inizia a sospingere blande perturbazioni accompagnate da aria piuttosto mite verso l'Italia, cosicchè all'antivigilia torniamo sopramedia dopo 15 giorni e la pioggia di Natale dilava gli ultimi mucchi di neve. Ma nel frattempo si prepara un ben più duro attacco all'inverno: gli ultimi 3 giorni dell'anno trascorrono infatti dominati da un promontorio anticiclonico nordafricano che porta temperature eccezionalmente anomale in montagna (tra +10 e +15°C a 1400 mt sul m.Penice, valori tipici di fine primavera), e a San Silvestro lo zero termico si ritira addirittura sopra i 3000 mt esponendo le Alpi a inconsuete temperature a doppia cifra fino a 2000 mt. L'unica a scamparla è ancora una volta la pianura, che si difende egregiamente con inversioni termiche e fitti nebbioni persistenti (ma non molto spessi, caratteristica fondamentale per permettere la dispersione di calore durante la notte). Così si chiude il 2021, lasciando al nuovo anno montagne brune e un grande accumulo di smog in Valpadana.

Montalbo affiora dalla nebbia che tracima in Val Tidone


Bilancio

Se non fosse per le peculiarità climatiche della Pianura Padana, questo mese sarebbe senz'altro trascorso mite e anonimo. Gli ingredienti che hanno stravolto il periodo, con particolare riferimento alla seconda decade, sono state la resistenza della neve al suolo, le inversioni termiche e le nebbie. Purtroppo chiudiamo il mese con temperature tutt'altro che invernali sui rilievi e manto nevoso assente a tutte le quote sul nostro Appennino. La media del mese è di +1,51°C (-0,69°C dalla media climatica di riferimento). Gli estremi sono di +10,1°C e -9,6°C registrati rispettivamente l'1 e il 12 di dicembre. Le precipitazioni accumulate, comprensive di equivalente in acqua della neve caduta, ammontano a 45,3 mm, lievemente sotto la norma. Si contano ben 22 giorni con nebbia e 2 con neve (>=1 cm), 20 gelate e 5 eventi di galaverna/calabrosa. Molto fredda la seconda decade, con media negativa (-1,21°C).

Temperature medie (°C) Prp (mm)
-1,81 +5,27 +1,51 45,3

Breve commento sul 2021

Con dicembre si chiude il 2021, un anno molto secco ma, nonostante ciò, leggermente più fresco dei precedenti 7. A conti fatti, emerge un lungo periodo con precipitazioni molto scarse, protrattosi da febbraio a ottobre compresi, contrapposto a due massimi precipitativi concentrati in gennaio e novembre, entrambi mesi in notevole surplus pluviometrico, per un totale annuo di 600,8 mm, valore decisamente scarso. Sotto il profilo termico possiamo invece osservare che per ben 5 mesi su 12 la temperatura è stata inferiore (anche se di poco) alla media di riferimento, con apice del freddo nel trimestre primaverile, mentre spiccano mesi molto caldi come febbraio, giugno e settembre, tutti e tre tra i 5 più caldi della rispettiva categoria. Con un'anomalia di +0,59°C, quindi, quest'anno termina con una media termica di +13,41°C. La neve invece è comparsa sempre in quantità abbastanza modeste, con l'evento di maggior rilevanza che ammonta ad appena 8,5 cm (l'8 dicembre), per un totale di 22,5 cm, ovvero la metà di quanto atteso. La temperatura è stata pari o inferiore allo 0°C in 59 giornate, con una giornata di ghiaccio in gennaio; i giorni di pioggia (>=1,0 mm) contati risultano 64. Solamente 27 i giorni in cui sono transitati temporali udibili (anche senza precipitazioni associate).

Anche se è impossibile prevederlo con certezza, il 2022 risulterà molto probabilmente più caldo del 2021.

Anomalia termica locale del 2021 rispetto al clima 1986-2015

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