Dicembre 2025
Un altro inverno iniziato malissimo
1-15: Zonalità e clima mite
A dispetto di velocità zonali quasi nulle all'altezza isobarica di 10 hPa (alta stratosfera), a livelli troposferici i venti da ovest si mantengono tesi, e, mentre il Mediterraneo resta protetto dall'ala mite dell'anticiclone subtropicale con isoterme fino a +10 a 1500 metri, le perturbazioni che sfilano sul nord Europa richiamano di tanto in tanto venti di Libeccio responsabili di annuvolamenti e di qualche sporadica precipitazione. I valori termici, sia massimi che minimi, restano marcatamente al di sopra della media, in un contesto di totale assenza dell'inverno a tutte le quote.
16-23: Anomalie fuori controllo
Raggiunta la metà del mese, dalle corse modellistiche si profilava la fine della propaggine autunnale che aveva impedito all'inverno di sfogarsi. Ma la realtà dei fatti, ancora una volta, è stata alquanto impietosa, dimostrandoci che quel mite avvio di dicembre era in realtà solamente l'antipasto: passata quasi completamente inosservata all'occhio calcolatore della modellistica, la scaldata pre-natalizia non ha mancato nemmeno quest'anno l'indesiderato appuntamento. Una serie di affondi depressionari sulla penisola iberica hanno richiamato correnti meridionali umide e molto miti, ma non foriere di precipitazioni. Il flusso umido di medio livello ha valicato l'Appennino dal ligure, incagliandosi invece contro al più imponente arco alpino, e creando l'oramai consueto tappeto di nubi basse. Se la Padana ha la capacità di sfuggire ad avvezioni calde in quota grazie alla propria orografia che consente la stratificazione dell'aria in inverno, tale potere viene vanificato qualora compatte coperture nuvolose si stabilizzino sull'area, ristabilendo un profilo termico verticale non inversionale (grazie alla riflessione dell LWR) e perpetrando così un significativo rialzo termico anche alle basse quote. Dal 16 al 23 si assiste così ad anomalie impressionanti, specialmente nei valori minimi, i quali superano i già mostruosi record del dicembre 2022 (mese soggetto ad una dinamica dagli effetti molto simili), con una minima record il giorno 19 di +8,9°C!
24-31: Il faticoso ritorno alla normalità
Sebbene abbia scelto di trattare il periodo festivo nel suo complesso, al suo interno si può identificare un'altalena termica dovuta a masse d'aria fredda ancora molto in difficoltà nell'intento di impadronirsi del Mediterraneo. La depressione semistazionaria sull'Iberia che aveva causato il rialzo termico dopo metà mese, funge da aggancio per una goccia fredda che si inserisce al di sotto dell'anticiclone scandinavo che, a causa di un rallentamento zonale, si inserisce alle alte latitudini europee. L'interazione tra la goccia fredda e il ciclone spagnolo porta la neve fin sulle alte pianure del basso Piemonte, una discreta nevicata interessa anche il versante italiano delle Alpi e l'Appennino nord-occidentale, mentre fenomeni assai più notevoli coinvolgono le Alpi Marittime, Cozie e Graie, con accumuli nivometrici ingenti oltre i 1000 metri. Il paesaggio fiabesco sui monti ha però vita dura: a sole 48 ore dall'afflusso freddo natalizio l'anticiclone scandinavo sposta i propri massimi sulla Germania, troncando le correnti orientali e imponendo un'impennata termica molto evidente in quota (+11°C a 850 hPa), mentre in pianura il ritorno dei cieli sereni consente il ripristino delle inversioni e un fisiologico calo termico. L'inverno batte il suo primo colpo soltanto a ridosso della fine dell'anno, quando, grazie a un rinnovo del ridge atlantico un po' più a nord-ovest, una massa d'aria artica investe il Belpaese, con la -6°C che fa capolino in quota sulla Val Padana proprio nel giorno di San Silvestro. Dopo tante peripezie, quindi, l'inverno è finalmente arrivato, ma nel frattempo il suo primo mese è trascorso in un totale disastro, in barba a tutte le previsioni di un avvio d'inverno migliore (redatte anche da parte di testate autorevoli)...
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