Gennaio 2026

Avvio freddo e secco, prosieguo mite e umido

1-10: Peccato...ma bel tentativo, generale!

Il nuovo anno inizia dunque in un contesto termico radicalmente differente rispetto a quello dell'ultimo mese del 2025. A dispetto della poca neve presente sui monti, si respira finalmente un'aria invernale. Dopo un temporaneo aumento termico, le temperature riprendono bruscamente a calare da domenica 4 gennaio, e si manifestano, specie nelle zone di alta pianura (pedemontane), fenomeni di nebbia congelata e galaverna, ma non nelle basse pianure, dove nebbie troppo spesse o coperture nuvolose notturne disturbano il calo termico. A registrate i valori più freddi, difatti, sono state le centraline meteorologiche situate a nord della A4, in Lomellina occidentale e in Piemonte, dove la scarsa nuvolosità (a causa di fenomeni d'ombra orografici) ha permesso intense gelate notturne, con valori che in certe conche si sono spinti fino a -6/-9°C. Le isoterme fino a -7°C a 850 hPa entrate in Val Padana da est hanno portato ripetutamente lo zero termico al suolo, creando dei presupposti ideali per una nevicata fino in pianura con temperature ampiamente negative lungo tutta la colonna, occasione però sfruttata male: la perturbazione transitata nel giorno dell'Epifania ha difatti premiato solamente Emilia orientale e Romagna, dove, nonostante un quadro termico meno favorevole, le forti precipitazioni hanno portato i fiocchi fin sulle coste, con accumuli fino a 20 cm nel faentino, ravennate e forlivese. Mercoledì 7 il monte Penice ha sfiorato i -10°C e le stazioni di collina hanno mantenuto temperature ampiamente negative per gran parte della giornata. Per rendere l'idea del potenziale, nonostante una brezza da est e un'infiltrazione umida dal ligure che ha coperto il cielo con nubi basse verso le 4.00 di mattina, la temperatura è scesa momentaneamente fino a -4,1°C. Tutti questi disturbi al raffreddamento radiativo hanno parzialmente mascherato l'ondata di freddo nel nostro tratto di pianura. Guardando al di là del circo montano che circonda un sempre più sfortunato nord Italia, le grandi città europee hanno fatto il pieno, con nevicate fino a Parigi, Londra e Madrid, ma i fiocchi hanno interessato pure la nostra capitale!

11-19: Inverno in quota, autunno al piano

La fragile tenuta del blocco atlantico favorisce il classico ripristino di un pattern zonale, con reiterati affondi depressionari sulla penisola iberica e curvatura ciclonica del getto sull'Italia. Trattandosi di una circolazione frammentaria e di un flusso debole, si infiltrano dal Mar Ligure nubi basse che coprono il cielo della pianura, lasciando allo scoperto solo le vette appenniniche. Poichè il bilancio radiativo invernale vede prevalere, in condizioni di cielo sereno, la dispersione infrarossa notturna rispetto alla radiazione entrante visibile diurna, una copertura nuvolosa che agisce come una coperta avrà un maggiore impatto nel trattenere la radiazione uscente rispetto al contenimento di quella entrante, ripristinando così un gradiente termico verticale normale e facendo aumentare sensibilmente le temperature (soprettutto minime) in Val Padana. Grazie a questa dinamica, all'inverno subentra un tempo autunnale, caratterizzato da pioviggini deboli ed intermittenti.

20-24: Rientro freddo e nevicate che sfiorano la pianura

All'inizio della terza decade si verifica il più grande tentativo di destabilizzazione finora messo in atto nei confronti del VPT: in quota i venti zonali sono prossimi all'inversione, l'AO crolla su valori bassissimi, la NAO si presenta debolmente negativa e la MJO trasla con buona intensità attraverso la fase 7. Non di meno, si presentano favorevoli le condizioni di contorno (ENSO-, QBO-) e di dettaglio (SCAND+ invece del più classico GR+). Eppure l'allaccio fra le correnti atlantiche e quelle fredde di origine artico-continentale avviene troppo a nord-est. L'unico indice ad essersi mantenuto sfavorevole è il pattern EA, che a questo punto sembra rivelarsi sempre di più come il responsabile dell'innalzamento di latitudine delle retrogressioni sull'Europa (peraltro contestuale ad un aumento delle ondate di gelo sugli USA orientali), come ho approfondito in questo articolo. C'è di buono che è stato isolato l'impostore responsabile del guasto degli inverni europei. Tra il 23 ed il 24 gennaio transita un buon fronte, ma il richiamo mite orientale nei bassi strati alimenta un rimescolamento che impedisce l'omotermia. Solo dopo il transito del fronte freddo con rotazione delle correnti da NW si ha un rapido crollo della quota neve, che raggiunge la pianura solo al termine delle precipitazioni, senza imbiancare. I monti appenninici ricevono invece un buon innevamento con gli impiantii che funzionano a pieno regime.

25-31: Flusso atlantico basso

Il blocco scandinavo ha vita breve, e viene travolto dall'impeto delle correnti atlantiche, che nell'ultima parte del mese portano un nuovo rialzo termico e l'unica fase con precipitazioni. Dal 25 in poi, in particolare, si esaurisce il poco freddo affluito sul nord Italia, e la neve ritorna a cadere solo a quote di montagna.


Bilancio

===== Fasi: 1-6, 7-11, 12-26, 27-31. ====== La prima settimana di gennaio esordisce con condizioni favorevolissime al gelo sull'Italia. In un contesto di instabilità generale del VP lungo tutta la verticale, l'accoppiata AO-/NAO- provoca una significativa frenata zonale sul comparto euro-atlantico, e grazie ad una MJO in fase 6-7 si sviluppa una saccatura con asse leggermente retrogrado protratto dal Mare di Kara alla Penisola Iberica. L'unico difetto sta nel crollo di intensità della MJO, che toglie stabilità all'onda ciclonica in Atlantico, impedendo il trasporto di calore verso il VP nel momento più propizio. La retrogressione, quindi, sfocia come di consueto in oceano, riattivando una zonalità bassa che investe il nostro paese. L'impeto di tale ripartenza favorisce il transito di una perturbazione molto veloce che lascia in ombra quasi tutto il nord Italia ad eccezione dell'Emilia-Romagna orientale e del Triveneto, dove si verifica l'unica significativa nevicata dell'inverno fino in pianura. In linea con il classico copione, questa dinamica evolve con un abbassamento della pressione in Atlantico e la rimonta di una gobba subtropicale sull'Iberia, corrisposta da un'ondulazione ciclonica sui Balcani, con l'Italia situata nel mezzo ed esposta ad una veloce discesa di aria fredda da NW con carattere favonico sulla Pianura Padana occidentale, e primo superamento della soglia dei 10°C (di poco) in un contesto molto secco. A differenza degli inverni passati, seguendo anzi un pattern più simile all'inverno 2024-25, questo tentativo fallito di destabilizzazione non viene compensato da un riaccorpamento del VP, ma restano le condizioni per nuove iniziative: in coerenza con questa lassità del vortice il flusso resta basso e teso, e il promontorio subtropicale trasla verso est, esponendo di nuovo l'ovest Europa a correnti con curvatura ciclonica. Un nuovo tentato blocco si organizza così sulla Russia europea, con evoluzione del promontorio a pattern scand+, ma emerge che ciò non basta a portare il freddo sull'Italia: questo perchè il blocco, sebbene in posizione più favorevole rispetto ai precedenti, è evoluto a partire da una radice non atlantica bensì molto più orientale, e questo ha fatto sì che le prime correnti a raggiungerci non siano state quelle orientali ma quelle oceaniche miti. Il blocco ha poi seguito la classica evoluzione verso nord-ovest, con allaccio fra le due correnti a latitudini troppo elevate per un nostro coinvolgimento diretto da parte del freddo, anzi, ancora una volta abbiamo assistito a un tempo perturbato dovuto a un nuovo slancio del getto basso. Gli effetti dell'evoluzione del blocco verso nord-ovest ed il suo riassorbimento farebbe innalzare lentamente il flusso perturbato di latitudine sull'Europa, ma il VP si mantiene debole (crollo della AO su valori molto negativi). La PNA continua ad interferire, limitando gli effetti di una MJO favorevole.


Prima fase: 1-6

Prima fase: 7-11

Prima fase: 12-26

Prima fase: 27-31


Temperature medie di gennaio dal 2021


Precipitazioni ad gennaio dal 2021


Direzione del vento


Radiazione solare
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