01/02/2024 20:22

Febbraio 2024

L'ennesimo febbraio troppo mite

1-8: prosegue il dominio anticiclonico

Febbraio, come sempre successo negli ultimi anni, inizia con la presenza dell'anticiclone nordafricano sul Mediterraneo occidentale. Il 3 tocchiamo un valore tipico di aprile, +19,1°C, mentre molte zone del Piemonte superano addirittura i +20°C. Questo senza alcun contributo favonico, bensì con una massa d'aria caldo-umida che non appartiene alla climatologia tipica del periodo. Le temperature sono rimaste molto elevate anche nei giorni seguenti, con minime positive e massime a doppia cifra.

9-11: perturbazione autunnale

Il 9 febbraio, una saccatura nordatlantica si posiziona sul Regno Unito, pilotando due intense perturbazioni che portano cumulate fino a tre cifre in soli 3 giorni su gran parte del nord e sul crinale appenninico. Discorso totalmente diverso la pianura emiliana, dove le precipitazioni sono in larga parte inibite dai monti, cosicchè una vasta area si è ritrovata in ombra pluviometrica. A dispetto delle previsioni, infatti, le correnti sono rimaste orientate da Libeccio, e questo ha concesso a noi un coinvolgimento molto limitato rispetto alle aspettative. In questa fase la neve non è riuscita a spingersi al di sotto dei 1600-1700 mt, ulteriore sintomo di condizioni termiche molto lontane dalla normalità. La minima di +9,0°C del 10 febbraio rappresenta un valore eccezionale.

12-21: inattesa rimonta dell'alta pressione

Il tempo dei giorni successivi al passaggio perturbato disattende sia le previsioni che la statistica: a dispetto di corse modellistiche da giorni improntate a una fase di freddo per metà mese, e in contrasto con velocità zonali deboli a quote stratosferiche, il tutto si risolve invece con l'alta pressione, comparsa in extremis tra i pannelli previsionali, e trasformatasi nel giro di poco in una nuova cella eccezionale per il periodo, in barba alla "maggiore prevedibilità degli anticicloni". E così tramonta una stagione invernale che non è mai iniziata. La seconda decade trascorre con nebbie mattutine nella bassa e temperature tipiche del mese di marzo, con le massime sempre oltre i +10°C, spesso sopra i +15°C, anche durante le giornate nuvolose. La combinazione di alta pressione e giornate ancora corte impedisce qualsiasi movimento dell'aria, sia convettivo che laminare, con conseguente grande accumulo di polveri sottili, che nel giro di pochi giorni si portano ben oltre le soglie di sicurezza [foto mappa]. Il 19 febbraio, più della metà delle grandi città del nord ha superato il limite di 50 µg/m 3, mentre lungo l'A1 fra Parma e Piacenza una fitta nebbia con visibilità inferiore a 30 mt ha provocato un grave incidente con decine di veicoli coinvolti. Tracce di inverno non si trovano nemmeno di notte, con gelate del tutto assenti, nè sulle cime più imponenti dell'Appennino Piacentino-Ligure, dove probabilmente non si è mai assistito a una così grave assenza di neve [foto grafico massa nevosa italia].

22-28: circolazione molto perturbata, con precipitazioni significative e neve a quote medie

In terza decade, una risalita degli indici di zonalità in Atlantico associati però a una caduta del PNA in sede pacifica, in un contesto di Vortice Polare ancora compatto ma con velocità deboli, provocano un abbassamento del flusso perturbato: nella giornata di giovedì si registra una marcata caduta di pressione di quasi 20 ettopascal, con precipitazioni in estensione da ovest verso est, ma il giorno seguente, in concomitanza con il transito in quota di un ramo della Jet-stream, fanno ingresso forti venti da SW sui rilievi, mentre un canale di precipitazioni in risalita lungo tale direttrice apporta significativi quantitativi di pioggia sul nord-ovest, ma ancora una volta con parziale penalizzazione dell'Emilia-Romagna.

Scritto da Mariano Strozzi | Permanent Link | Home