25/12/2023 19:29

Dicembre 2023

Stabile e via via sempre più mite

1-9: Un po' di pioggia e prima neve in pianura

L'inizio di novembre è segnato da un forte alito caldo libecciale che porta la quota neve oltre le vette appenniniche. Soltanto nella giornata di sabato 2, grazie al rientro di aria più fredda, la dama bianca si porta precipitosamente fino a 800 mt di altitudine, ma è il canto del cigno della perturbazione, e poco dopo si fanno largo ampie schiarite sostenute da forti venti di Foehn. Il dì seguente seguita ad affluire aria fredda, e all'inizio della nuova settimana una veloce perturbazione si infrange contro l'arco alpino, dando vita a deboli fenomeni che però, grazie alle condizioni termiche favorevoli lungo tutta la verticale, risultano nevosi fino in pianura (1 cm), con accumuli crescenti procedendo verso est. Il 6 e 7 dicembre si registrano le prime minime pienamente invernali, con valori anche inferiori su vaste aree di pianura, ed il giorno dell'Immacolata subentra una nuova debole perturbazione, ma questa volta i fiocchi si spingono fino a 400 mt, concedendo solo pioggia più in basso.

Fredde mattine di nebbia

Alba sui campi

Forti brinate

10-21: Forte inversione termica

Dopo altre sporadiche precipitazioni, sul finire della seconda decade i venti occidentali rimpiazzano la massa d'aria in pianura con una più calda e umida, e respingono il gelo presente in Europa al di là degli Urali. Si formano così le nebbie, fino ad ora le grandi assenti della stagione, mentre il manto nevoso si ritira a quote sempre più elevate. Per Santa Lucia un'altra veloce perturbazione porta deboli piogge, e al suo seguito si inserisce aria un po' più fredda che riporta temporaneamente le temperature entro gli standard del periodo. Grazie alla successiva espansione anticiclonica verso levante, l'aria fredda sedimenta in Val Padana mentre in quota si assiste ad un notevole rialzo termico che culmina sul finire della seconda decade, con temperature fino a +10°C a 850 hPa in libera atmosfera, nonchè minime notturne a due cifre su gran parte dell'alta collina. Questo produce un pronunciato gradiente termico inversionale, con gelate in pianura e uncontesto primaverile sui rilievi. In questo contesto ritornano anche le nebbie, talvolta fitte, specie il giorno 16, quando in pianura si assapora una giornata pienamente invernale. Una menzione anche ai valori barici, che in questa fase hanno diffusamente superato i 1040 hPa, pressioni eccezionali per un anticiclone dinamico. La situazione resta invariata fino all'inizio della terza decade, quando una veloce perturbazione polare-marittima scivola lungo il fianco dell'anticiclone attivando venti di caduta dall'arco alpino: giovedì 21 è una placida giornata invernale tra nebbie mattutine, brina e velature, ma dall'imbrunire la temperatura inizia a oscillare bruscamente in sintonia con le raffiche di vento, preludio della ben più mite giornata del solstizio d'inverno.

Estese brinate

Vista sull'abitato

Alba del 21 dicembre

Nebbia a banchi

Verso sud-est

Fredda alba invernale

Il Monte Rosa visto da Pietra Corva

22-31: Arriva puntuale la scaldata di Natale

Negli ultimi anni la decade natalizia ha ripetutamente osservato, indipendentemente dall'andamento dei giorni precedenti, un netto rialzo delle temperature. Prendendo in esame gli ultimi anni, ciò si è verificato nel 2010, 2012, 2013, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022 e, infine, 2023. Il motivo è dovuto al cambio di circolazione su scala emisferica, ma le cause indirette di cò sono da ricercare nel Vortice Polare e, al momento, sono ignote. Spesso, ad una prima decade invernale segue una seconda più stabile e anticiclonica, ma spesso il rialzo termico che ha luogo in quota non limita le inversioni in sede padana; tutt'altra storia in terza decade, quando sovente si presentano cieli grigi che danno luogo ad un forte effetto serra locale, con la conseguenza di anomalie anche al suolo. Quest'anno la causa, quantomeno in una prima fase, non è stato un umido flusso da WSW bensì un'eccezionale evento di Foehn, che ha permesso il superamento di diversi record di temperatura massima che resistevano dal secolo scorso. Più che del classico Favonio alpino, questa volta si è trattato di aria già mite oltralpe che è stata sospinta violentemente dalla Corrente a Getto contro l'arco alpino, con conseguenti precipitazioni nel versante estero e ricaduta favonica su quello italiano. I venti si sono orientati da ovest al suolo, permettendo la completa erosione dello strato inversionale anche nelle più basse aree di pianura che solitamente sono poco avvezze al Foehn. Senza scomodare intense raffiche di vento al piano (queste hanno riguardato soprattutto i rilievi piemontesi), 3 giorni di ventilazione secca e cieli tersi hanno permesso un repentino rialzo termico soprattutto al di sotto di quote di montagna, con il superamento della soglia dei +20°C su un buon 40% del territorio collinare e pianeggiante del nord Italia, e locali picchi di +25°C! La persistenza della ventilazione ha inoltre favorito temperature notturne ripetutamente oltre i +15°C su alcuni tratti delle nostre colline, valori tipicamente estivi. A Castel San Giovanni il nuovo record si è attestato +20,4°C il 23/12/2023, battendo con ogni probabilità quelli del 1967 e del 1991, entrambi inferiori a +20°C alla stazione di Piacenza Alberoni. Un modesto riassestamento del profilo inversionale è stato tentato dopo Natale, ma un nuovo disturbo, questa volta costituito dalla più sterile e tipica copertura nuvolosa, ha nuovamente scaldato i bassi strati, chiudendo l'anno con il medesimo contesto meteo autunnale e monotono che ha caratterizzato lo stesso periodo dell'anno scorso e di quello prima.

Dicembre senza neve in Appennino

Bilancio

Alla ennesima partenza illusoria ha fatto seguito il classico copione meteo da non-inverno. La prima decade, seppur più che altro carte alla mano che non come effetti concreti, aveva comunque osservato una circolazione tipicamente invernale sul comparto europeo, con nevicate importanti e temperature rigide sui nostri rilievi. Dopo questa prima fase, la ripartenza del regime di NAO positiva, ovverosia quel pattern atmosferico caratterizzato da una forte depressione sul nord Atlantico e un robusto anticiclone a sud, con conseguenti intense correnti occidentali, ha ricacciato il freddo oltre gli Urali, e mitigato tutta l'Europa ad eccezione della Scandinavia (dove da diverse settimane persistono condizioni molto fredde rispetto alla media locale). Basti pensare che a La Thuile, in Val d'Aosta, un manto di quasi un metro di neve accumulato nel corso dei primi giorni di dicembre è stato rapidamente dilavato da forti piogge e temperature anomale dopo l'Immacolata. Gli impianti appenninici quest'anno contano i giorni di operatività sulle dita di una mano, e i monti si presentano scoperti ovunque sotto ai 2000 mt. Senza stare troppo a ragionare inutilmente su pattern, indici e teleconnessioni, occorre forse prendere atto che l'inverno europeo, inteso come stagione caratterizzata da una prevalenza di fenomeni e temperature una volta tipiche della stagione, non esiste più. Dicembre 2023 chiude l'anno come era iniziato, ovvero con pesanti anomalie positive: la temperatura media mensile è di +4,73°C (ben +2,53°C dalla media di riferimento). Poche le gelate, 15, e scarso è il numero di giorni di pioggia (5), così come la cumulata complessiva (26,7 mm). Anche nel corso di questo mese di (non) inverno non si contano giornate di ghiaccio, ed è caduto solo 1 cm di neve, il giorno 4. La nebbia si è osservata in 8 giorni. Gli estremi di temperatura mensili si sono raggiunti il 7 dicembre (-3,6°C) e il 23 dicembre (+20,4°C).

Temperature medie (°C) Prp (mm)
+1,35 +9,52 +4,73 26,7

Breve commento sul 2023

Tutti speravamo che il 2022 fosse un picco, ma in realtà era solamente un gradino. Il 2023, infatti, ha riconfermato l'eccezionalità, chiudendosi termicamente e pluviometricamente più vicino all'anno precedente che non a quelli passati. Ciò siginifica che molto probabilmente questa sarà la nuova normalità climatica per un po', in attesa di un nuovo balzo in su delle temperature globali. Superfluo passare in rassegna tutti i record messi a segno da questo anno e ribadire che sia stato il più caldo di sempre a livello mondiale; piuttosto vale la pena di sottolineare che, con l'aiuto di un evento di Niño nel Pacifico, il salto termico generalizzato è stato davvero imponente, tale da discostarsi pure dal rapido trend di riscaldamento di questi anni. Con una temperatura media di +14,88°C, il 2023 supera il 2022 diventando l' anno più caldo di sempre, con uno scarto di +2,06°C dalla media 1986-2015. Nonostante una miglior distribuzione delle anomalie rispetto all'anno precedente, il 2023 annovera numerose intense ondate di caldo, spesso brevi ma molto incisive, specie quelle di agosto e ottobre, il cui epilogo in entrambi i casi è avvenuto mediante gli unici eventi pluviometrici di una certa rilevanza (con peggioramenti superiori a 50 mm). Gli estremi minimo e massimo, registrati nei giorni 10 febbraio e 23 agosto, risultano rispettivamente di -6,8°C e +38,9°C. Le precipitazioni, seppur a livello nazionale siano risultate nettamente migliori rispetto a quelle del 2022, sono comunque risultate piuttosto scarse su alcune province, specie quelle che non hanno osservato le abbondanti piogge occorse nei mesi di maggio e giugno. Il bilancio è dunque ancora una volta deficitario, e conta 560,9 mm di pioggia. Nel 2023 si contano: 57 giornate di pioggia (di cui 3 con più di 30 mm), 11,5 cm di neve fresca caduti in 2 giorni, 31 giorni con nebbia, 18 giorni con fenomenologia temporalesca con annesse precipitazioni, 60 gelate e 76 massime uguali o superiori a +30°C, e ancora una volta nessuna giornata di ghiaccio. Anche quest'anno si era presentato con anomalie spaventose, e ci lascia in condizioni simili; capodanno 2023 è stato festeggiato senza neve, e a capodanno 2024 è toccata la medesima sorte.

"A fronte di tali anomalie, è lecito attendersi un 2023 meno caldo rispetto al 2022", scrivevo al termine dell'anno scorso...e invece, quando si parla di caldo, di sti tempi tutto è possibile.

Anomalia termica locale del 2023 rispetto al clima 1986-2015

 

Scritto da Mariano Strozzi | Permanent Link | Home